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oil tank e aziende testarde

Le organizzazioni sono delle “strutture testarde”. Spendiamo una quantità spropositata di energie a creare e fortificare una vision aziendale ed allineare le persone a tutti i livelli su obiettivi condivisi. E ancora più energie per portare gli obiettivi a terra. In un modo chiaro, comprensibile da chi le governa e da chi ci lavora.

Poi capita che le circostanze esterne cambino più forte di quello che ci aspettavamo. Ma per cambiare rotta bisogna adesso fare i conti con l’azienda testarda che abbiamo faticosamente creato nel tempo.

Ecco allora che se in passato abbiamo trasmesso il messaggio che gli sprechi vanno eliminati non è che da un giorno all’altro si può dire “No abbiamo cambiato idea”. Nemmeno possiamo usare il più morbido “In questo caso è differente”. Abbiamo investito energie (e soldi) per prendere una direzione. Abbiamo portato a bordo anche gli scettici. Non è più un’operazione semplice cambiare idea. …


Parte 2: in cui si parla di caccia agli sprechi, obiettivi contrastanti, innovatori “sconsiderati”, e 5 strategie concrete per gestire meglio gli sprechi

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Un mondo in evoluzione

In un precedente articolo (che potete trovare qui) ho parlato di come le inefficienze e le scelte del passato possono essere una zavorra per le scelte future. Ho anche introdotto il concetto di Debito Organizzativo per descrivere i problemi delle organizzazioni da una nuova prospettiva.

“Il Debito Organizzativo è la somma dei cambiamenti e delle decisioni che non sono state prese al momento dovuto, e delle decisioni prese nel passato che non sono più adeguate ai tempi e alle circostanze.”

In questo articolo approfondisco come si gestisce, concludendo con 5 approcci pratici per mettere la teoria in pratica.

I limiti della caccia agli sprechi indiscriminata

L’approccio Lean ha fatto della lotta agli sprechi un cardine, per creare processi snelli in grado di assorbire fluttuazioni e generare flessibilità. Di per sé la lotta agli sprechi è un obiettivo virtuoso che riduce il Debito Organizzativo sin dalla radice. …


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Organizational Debt

Nel lessico di chi si occupa di Organizzazione, il termine “debito” non è particolarmente famigliare. Si parla di processi, di persone, di macchinari, ma di debiti no. Quella è roba per chi si occupa di finanza, non per chi si occupa di manufacturing.

Nel mondo del software invece, da qualche tempo si è cominciato a parlare esplicitamente di debiti, per riferirsi a problemi che nascono anche nell’ambito delle operations. Con il termine “Debito Tecnico” i developers indicano i problemi che si sono accumulati nel tempo nei codici di un programma, e che prima o poi richiederanno una soluzione.

Ad unire i vari mondi è uscito qualche tempo fa un articolo, scritto da Steve Blank, una delle stelle polari del mondo del mondo dell’innovazione. Riferendosi ai problemi che affliggono le startup Blank osserva…


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La principale promessa del Lean Startup è la capacità di ridurre il rischio di una nuova iniziativa imprenditoriale (una startup, lo sviluppo di un nuovo prodotto, l’entrata in un nuovo segmento di mercato o un nuovo modello di business), attraverso un processo strutturato di validazione delle ipotesi più rischiose che coinvolge sin dagli inizi l’utilizzatore finale.

La letteratura parla dello sviluppo iterativo di idee, che da uno stato embrionale passano ad un prodotto finito, e di una serie di esperimenti che aiutano a mettere a punto il prodotto definitivo. Un processo in cui ciascun esperimento costruisce sul precedente e fornisce nuove informazioni per sviluppare ulteriormente il prodotto. …


Un pretesto per fare il punto sul Lean Startup nelle aziende

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La notizia ha dell’incredibile: dopo più di 110 anni di permanenza nel Dow Jones General Electric, (uno dei trenta titoli originari, presente dal 1896), è stat espulsa dall’indice. E’ un segnale che il mondo è cambiato, e non è sicuramente una buona pubblicità per FastWorks, il programma ispirato al Lean Startup condotto da Eric Ries, la prima e più pubblicizzata applicazione del Lean Startup in un contesto corporate.

FastWorks era destinato -nel racconto che ne è stato fatto- a cambiare le sorti dell’azienda, a salvarla dal declino, a collocarla nuovamente nel podio delle aziende innovative. E’ terminato con la rimozione dell’AD, un nuovo vertice, e adesso con l’abbandono dell’indice. Si sa, nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna, e in questo caso la tempistica non ha giocato a favore di Ries. …


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Ho ritrovato questo mio articolo scritto nel 2013 per la rivista “Leadership & Management”. Il tema della riorganizzazione delle aziende, in un periodo di intensi cambiamenti e forti pressioni ai risultati è ancora di estrema attualità. Per noi “esperti del settore”, gli ultimi anni sono stati una esplosione di tecniche per velocizzare le decisioni, pensare fuori dal coro, gestire in modo visual i flussi delle informazioni, rimettere al centro il cliente. Ma esiste un gap importante tra la letteratura e le discussioni da seminario e la realtà che emerge quando si prova ad applicare questi principi nei casi reali, coinvolgendo i dipendenti nel cambiamento e portandoli dalla propria parte. …


“Legge dell’Insuccesso: La maggior parte delle cose nuove fallisce, anche se sono realizzate impeccabilmente”

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Creare qualcosa di nuovo rimane un esercizio difficile. O meglio: creare qualcosa di nuovo oggi è più facile che mai, ma creare qualcosa che funzioni davvero è ancora difficile. Perché se da un lato le tecnologie digitali, l’elettronica resa popolare da Arduino, la prototipazione con le stampanti 3D e la conoscenza via internet hanno reso molto più facile avviare un nuovo progetto, il successo di queste tecnologie non si traduce direttamente nel successo di ogni singola iniziativa.

Le probabilità di riuscita di un singolo progetto rimangono basse. I numeri parlano chiaro: il tasso di mortalità tra le nuove aziende rimane altissimo. Secondo delle stime di Forbes sino al 90% delle nuove iniziative nel mondo del digitale è destinato a fallire. In una recente ricerca interna di Microsoft si è dimostrato che oltre il 60% delle idee che vengono sviluppate dalla casa di Richmont non migliora alcuna delle metriche che sono destinate a migliorare. …

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Andrea De Muri

Consultant & Teacher with a strong passion for making things work

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